Sola, malata e senza soldi. L’icona della “Dolce vita” nel mondo, la donna che ha fatto sognare milioni di italiani è morta ieri in povertà nella clinica dei Castelli Romani. Nel 2011 l’attrice, che versava in gravi difficoltà economiche, attraverso l'aiuto di Massimo Morais, commercialista da sempre impegnato nel sociale, ha chiesto aiuto alla Fondazione Federico Fellini. Essendo straniera, infatti, non poteva godere dei contributi offerti dalla “Legge Bacchelli” (il fondo a favore di cittadini illustri in stato di necessità, i quali possono così usufruire di un vitalizio).
Il sostegno della Fondazione non è però arrivato. La Ekberg ha continuato a vivere con dignità grazie a due pensioni, concesse dagli Usa. Un anno fa la scoperta: un tumore al fegato. Anita Ekberg è morta nella clinica di Rocca di Papa, subito invasa da cronisti e da curiosi. Per sua volontà, la salma è stata sigillata in un locale all’interno della casa per anziani e non può essere visitata. I funerali si svolgeranno mercoledì in una chiesa luterana della Capitale.
“Anitona”, come la chiamavano i fan italiani, aveva solo una lontana nipote in Svezia. Nelle varie disavventure che ha avuto è stata sempre sostenuta dai vicini e dai conoscenti. Non ha mai potuto contare sul sostegno di parenti o familiari per qualsiasi tipo d’aiuto né su quello della Fondazione Federico Fellini.
Penso tu sia stata molto generosa con gli uomini, questo succede quando non si é amati da bambini. Mi dispiace veramente non meritavi di morrire cosí ....Sai io abbito non molto lontano da dove te sei nata ....faró la proposta al comune di mettere una scritta
RispondiEliminacon il tuo nome ...sulla casa dove sei nata ...riposa in pace non ti dimenticheremo ! ♥ ♥ ♥